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LA PROTESTA DEI MEDICI, VETERINARI E DIRIGENTI CONTINUA

LA PROTESTA DEI MEDICI, VETERINARI E DIRIGENTI CON...
Il sit-in promosso il 17 ottobre in Piazza Montecitorio dall’Intersindacale medica, veterinaria e sanitaria è stato un successo organizzativo e mediatico di grande rilievo. I temi della manifestazione sono stati urlati con forza dai manifestanti e portati all’attenzione dell’opinione pubblica e delle rappresentanze politiche. Per quanto riguarda il confronto sul CCNL, il Viceministro del MEF On. Massimo Garavaglia ha ribadito che il suo finanziamento è contenuto nell’incremento del FSN relativo al 2019 ed il Ragioniere Generale dello Stato aveva già ricordato che il 3,48% di incremento della massa salariale è dovuto a tutta la dirigenza del settore a partire dal 1 gennaio 2018. Sono primi ed importanti elementi di chiarezza sul futuro della trattativa contrattuale. Rimangono aperte due questioni la cui risoluzione richiede un intervento legislativo, preso atto delle resistenze del Mef e delle risoluzioni di alcune Corti dei Conti.
La prima è rappresentata dall’inserimento nella massa salariale soggetta agli incrementi contrattuali dell’indennità di esclusività. Il valore di questa operazione è più politico che economico. Valorizza in particolare la scelta di un rapporto di lavoro esclusivo dei professionisti nei confronti del SSN e delle Aziende sanitarie. L’indennità è ferma ai valori del 2000, allorquando fu istituita, e sono inaccettabili ulteriori svilimenti. La seconda è legata al pieno ritorno nei fondi accessori della retribuzione individuale di anzianità dei professionisti che vanno in quiescenza. L’alimentazione economica dei fondi accessori, bloccata dal maldestro articolo 23 comma 2 della Legge 75/2017, è un volano irrinunciabile se vogliamo retribuire il disagio lavorativo e garantire una carriera professionale a circa 120 mila dirigenti dell’area sanitaria. Rifiutiamo con fermezza il tentativo messo in atto da Regioni e Governo di far competere sulle stesse scarse risorse del FSN il diritto alla cura dei cittadini e quello ad avere un contratto dignitoso di chi quelle cure deve erogare.
Chiediamo, pertanto: − un congruo incremento del finanziamento del FSN in modo da garantire la piena erogazione dei Lea; − un vasto programma di assunzioni nel SSN per far fronte alla “gobba pensionistica” del personale sanitario; − il finanziamento di almeno 3.000 nuovi contratti di formazione specialistica per garantire una programmazione dei fabbisogni formativi rispondente alle esigenze del SSN e non influenzata da interessi particolari e autoreferenziali.

ANAAO ASSOMED – CIMO – AAROI-EMAC – FP CGIL MEDICI E DIRIGENTI SSN – FVM Federazione Veterinari e Medici – FASSID (AIPAC-AUPI-SIMET-SINAFO-SNR) – CISL MEDICI – FESMED – ANPO-ASCOTI-FIALS MEDICI – UIL FPL COORDINAMENTO NAZIONALE DELLE AREE CONTRATTUALI MEDICA, VETERINARIA SANITARIA LA PROTESTA DEI MEDICI, VETERINARI E DIRIGENTI SANITARI CONTINUA!
 

Cisl Medici Piemonte, Germano Giordano è il nuovo segretario generale

Cisl Medici Piemonte, Germano Giordano è il nuovo ...
 
A seguito del Consiglio Generale del 12/06 u.s. della nostra Federazione, alla presenza di Giusy Fera, segretaria Nazionale e di Bruna Tomasi Cont Segretaria Regionale USR Cisl , la triade della nuova Segreteria Regionale Cisl Medici del Piemonte eletta risulta così composta: Germano Giordano segretario generale e segretari regionali Paola Anna Silvaplana e Fabio Ragusa.
 
Germano Giordano 55 anni, sposato, una figlia, specialista in Medicina Legale, responsabile Risk Management (stuttura semplice in staff alla Direzione Generale ASL VC), segretario dell'Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Vercelli. Dal 1994 iscritto Cisl co-fondatore con Giovanni Camisasca della sezione Medici come segretario aziendale - Fisos Cisl. Successivamente Segretario Provinciale Cisl Medici poi dal 2017 Segretario Regionale;
 
Paola Anna Silvaplana torinese, sposata con due figlie, è Dirigente Medico in Staff alla direzione sanitaria dell'Azienda Ospedaliero-Universitaria S.Luigi e Responsabile della Struttura Semplice di prevenzione del rischio infettivo. Iscritta alla CISL medici da molti anni, dalla fine del 2008 è nominata segretario aziendale. Dal 2017 fa parte del Direttivo territoriale di Torino e Canavese, con delega agli ospedali del territorio provinciale di Torino e successivamente eletta nel Consiglio Generale Nazionale della CISL medici e ottiene l’incarico di segretario regionale del Piemonte.
 
Fabio Ragusa, 58 anni, 4 figli, medico fisiatra dell'ASL 3, lavora presso le strutture territoriali aziendali di Venaria Reale e Rivoli. Membro della Commissione “Solidarietà: dall’equità nell’accesso alle cure alla collaborazione col terzo settore” dell'Ordine dei Medici Chirurghi ed Odontoiatri della Provincia di Torino. Iscritto dal 1993 alla Cisl Medici, diventa l'anno successivo Segretario Provinciale di Torino e quindi a seguito del commissariamento dell'allora segreteria, Segretario Regionale ed ha ricoperto ruoli attivi all'interno delle segreterie regionali che si sono susseguite occupandosi della comunicazione e della promozione di eventi formativi; membro cooptato, nella scorsa segreteria, ai rapporti con il Territorio.

Ordini dei medici e Federsanità insieme contro la ...

Ordini dei medici e Federsanità insieme contro la violenza

Una campagna di comunicazione congiunta contro la violenza in sanità, nella quale coinvolgere anche le associazioni di cittadini, e un'operazione di monitoraggio sull'efficacia dei sistemi di sicurezza messi a punto dalle aziende sanitarie e ospedaliere: si è parlato ancora una volta di aggressioni agli operatori sanitari, e di come prevenirle, nell'incontro avvenuto venerdì scorso nella sede della Federazione Nazionale degli ordini dei Medici Chirurghi e degli odontoiatri (Fnomceo), tra il presidente della stessa Fnomceo, Filippo Anelli, e la presidente di Federsanità-Anci, l'organizzazione delle Aziende Sanitarie Locali e Ospedaliere e Conferenze dei Sindaci, Tiziana Frittelli.
 
  "Se la violenza contro i nostri colleghi è ormai un'emergenza di sicurezza pubblica, oltre che di sanità, per combatterla è necessaria una vera e propria 'task force', che coinvolga, oltre a medici, infermieri, farmacisti, veterinari, tecnici e tutti i professionisti, e insieme alle Istituzioni nel loro complesso, anche i Direttori Generali delle Asl, degli Ospedali, i Sindaci, e i cittadini", afferma Anelli. Il monitoraggio avverrà attraverso schede che Federsanità-Anci somministrerà alle aziende sanitarie aderenti per rilevare eventuali criticità nei sistemi di sicurezza. Ad oggi, infatti, secondo i dati dell'Osservatorio permanente per la garanzia della sicurezza e per la prevenzione degli episodi di violenza ai danni degli operatori sanitari istituito presso il Ministero della salute, la Legge 81 sulla Sicurezza è applicata a macchia di leopardo sul territorio, con differenze anche importanti tra Asl e Asl.
 
Anelli ha inoltre coinvolto Federsanità-Anci nel percorso che, attraverso una serie di incontri plenari tra tutti gli stakeholders della sanità, condurrà agli Stati Generali della Professione Medica e Odontoiatrica del 2019. L'obiettivo è ambizioso: ridisegnare, tutti insieme, il Sistema Sanitario del prossimo decennio.

Link riferimento: http://www.dottnet.it/articolo/24495/ordini-dei-medici-e-federsanita-insieme-contro-la-violenza-/
Lettera aperta ai lavoratori delle Casse professio...

Lettera aperta ai lavoratori delle Casse professionali

Scarica la lettera del Presidente dell'INPS Tito Boeri rivolta ai lavoratori delle Casse Professionali

LETTERA

PIEMONTE: ACCORDO SULLE MOLESTIE E LA VIOLENZA NEI LUOGHI DI LAVORO

Testo dell'accordo regionale sulle molestie e la violenza nei luoghi di lavoro tra Confindustria Piemonte e CGIL, CISL e UIL del Piemonte.
 
Medici in fuga dal Ssn per andare nel privato, cas...

Medici in fuga dal Ssn per andare nel privato, casi in aumento.

 
Molti medici ospedalieri pubblici in questa fase storica sembrano sentire il peso di una mole di lavoro cresciuta e la solitudine di chi deve dare prestazioni senza gratificazioni. Non si spiegano altrimenti i 50 camici usciti dagli ospedali veneti per andare a lavorare prevalentemente nel privato o in proprio o i 60 che nel 2017 hanno fatto lo stesso in Emilia Romagna. Al Nord è più ricorrente. I motivi ce li spiega una giovane chirurga lombarda, in due battute: «Il medico che va nel privato non lo fa per gratificazione economica personale, oggi nel 2018, perché guadagna meno a causa di un regime fiscale sfavorevole. Ma fruisce di un più rapido miglioramento di carriera, è vero che i titoli nel pubblico possono essere più gratificanti e spendibili, ed è vero che spesso nel privato si transita per alcuni anni per poi rientrare nel pubblico, ma funziona un po' come nelle grandi squadre del calcio, nelle "top" - il pubblico - non hai sbocchi, in quelle di media fascia - il privato - sì. Quando sono venuta in questo istituto in un anno e mezzo avevo eseguito 20 interventi, ero "chiusa" dai colleghi più anziani; avevo però titoli e numeri, mi hanno messa subito ad operare e in un altro anno e mezzo, nel privato convenzionato, ho totalizzato 320 interventi. Che "fanno" curriculum, voglia o no un giorno io tornare al pubblico con aspettative, stavolta, da apicale. Ma anche non avessi tali aspettative, il privato in certe regioni ti gratifica per i capitali che ha e muove, le dotazioni, le macchine di ultima generazione, che riesci ad utilizzare appena arrivano e che invece nel pubblico ti sono molto meno accessibili».
Sono motivazioni in parte diverse da quelle che spinsero 24 anni fa allo stesso "salto" Bruno Andreoni, da Direttore dell'Istituto di Chirurgia d'Urgenza all'Università di Milano, in forza al Policlinico, alla Divisione di Chirurgia dell'Istituto Europeo di Oncologia, Irccs privato convenzionato. «Il mio passaggio fu legato al miglioramento delle condizioni di carriera e a una richiesta personale che mi venne da Umberto Veronesi e per me fu una grande gratificazione; al Policlinico rivestivo il ruolo di aiuto, quindi c'era una chance di crescita, naturalmente non fu una scelta facile. Nel passare al privato ci sono vantaggi e svantaggi: ad esempio, i titoli acquisiti hanno un minor valore negli anni, e ciò potrebbe creare difficoltà a ri-trasferirsi nel pubblico. Di certo, non sarei andato in una casa di cura qualsiasi anche a fronte di una maggiore retribuzione, che nel mio caso non fu un "movente"». Ma davvero nel privato non ci sono i problemi di organico che spingono i medici ad andare via perché demotivati, non gratificati a fronte di turni massacranti? «Ci sono, in genere, anche perché nel privato è più pressante l'esigenza di far quadrare i conti», ammette Andreoni. «Il sacrificio però può essere più direttamente connesso con la possibilità di una gratificazione, che invece nel pubblico non è percepita. Beninteso, c'è privato e privato, su quello che si pone come priorità la quadratura dei conti non do un giudizio positivo». 
Da Milano a Roma. Mario Falconi, segretario Fimmg fino al 2006, sempre 20 anni fa scelse di lavorare in proprio come medico di famiglia, ed era aiuto-cardiologo. «Mi diedero del matto, una scelta come la mia, motivata dal volermi organizzare da solo, dal voler crescere stando vicino alla gente, non era compresa facilmente. Inoltre avevo una famiglia a carico, tre figli, e c'era un ministro (Francesco De Lorenzo ndr) che per i medici di famiglia non pareva prefigurare un futuro roseo; ma ero stanco di fare le stesse cose del collega appena entrato, di timbrare il cartellino. E dire che godevo di una certa autonomia, oggi impensabile: inizialmente avevo guidato un movimento sindacale -la Sezione romana volontari ospedalieri- che dava fastidio, a Ostia ero riuscito a far impiantare un ecografo. Ecco, oggi mettere in piazza i panni sporchi dell'azienda non è più possibile, critiche feroci espongono a sanzioni disciplinari e al licenziamento; e chi come me ha sempre aspirato a non sentirsi un numero, a non prendere ordini da chi potrebbe saperne di meno, sta ancora più stretto, potendo si svincola e gli stimoli per questa decisione, specie dove il privato è competitivo, stanno crescendo».
 
Link riferimento http://www.doctor33.it/politica-e-sanita/medici-in-fuga-dal-ssn-per-andare-nel-privato-casi-in-aumento-ecco-il-quadro/?xrtd=CSCRALYYAVSYPVLXSYCYYC
 

SCATTI DAL CONGRESSO

Ecco alcuni scatti del Convegno del 22 ottobre 2016

Foto - Apertura dei lavori
Foto - Giovanni Camisasca
Foto - Giovanni Camisasca
Foto - Pietro Cingolani
Foto - Momenti della relazione del prof. Cingolani
Foto - Liliana Ocmin
Foto - Biagio Papotto - Gianluca Lisa - Giuseppina Fera
Foto - S.E. Mons. M. Arnolfo
Foto - Ass. Monica Cerutti
Foto - D.ssa Maria Pia Bronzino - Sermig
Foto - D.ssa Maita Sartori
Foto - D.ssa Antonia Carlino
Foto - Avv. Anna De Giorgi
Foto - Tavola rotonda- Intervento dell'Ass.Antonio Saitta
Foto - Relazione conclusiva Papotto
Foto - Biagio Papotto

Rinnovate le segreterie provinciali della CISL MEDICI PIEMONTE

 
"Ieri, si è conclusa l’intensa stagione congressuale provinciale della Cisl Medici, finalizzata a  rinnovare gli organismi di rappresentanza sindacale ed a determinare gli orientamenti strategici dell’organizzazione. Ciò ha portato al rinnovo delle cariche statutarie delle segreterie. A  Novara risulta eletta segretario generale Silvia Iodice coadiuvata da Roberto Rostagno e da Carlo Bazzoni. A Cuneo, viene riconfermato segretario generale Vincenzo Terranova; in segreteria Gabriella Vaschetti. Ad Alessandria  il segretario generale eletto è Franco Mongiò, in segreteria Gianluigi Siri e Raffaella Ribatto. A Torino,  Maurizio Colonna, segretario generale uscente, lascia il testimone ad Alberto Fabris, in segreteria Daniela Robotti e Raffaele Decaro. Paola Anna Silvaplana è stata eletta con delega agli Ospedali del territorio provinciale. Il percorso congressuale della Cisl Medici, che si svolge ogni quattro anni coinvolgerà anche le strutture  regionali, appuntamento previsto per il prossimo 19 aprile.  Fabio Ragusa"